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Il baseball in Italia

La stori e le curiosità dello sport più famoso d’America, sempre più seguito in Italia

Il baseball è uno sport che in Italia non è mai decollato veramente, almeno fino a oggi. La nostra cultura sportiva e la tradizione soprattutto calcistica hanno oscurato quello che  Oltreoceano è lo sport più seguito e popolare. Però la tendenza si sta invertendo: sono infatti sempre di più gli appassionati di ogni età, dai bambini che si iscrivono alle società di baseball, ai più grandi che amano “praticarlo” dalla tribuna o alla tv, o perché no scommettendoci sopra, magari approfittando del bonus Unibet.

In molti pensano che il gioco del baseball da noi sia arrivato tardi, e forse che per questo motivo non sia ancora così popolare. Be’, è una credenza sbagliata, perché la storia del baseball in Italia è molto lunga: è infatti praticato dalla fine dell’Ottocento, anche se i primi, veri e propri campionati vennero organizzati soltanto dopo la Seconda guerra mondiale.

Oggi il baseball italiano è cresciuto molto e conta circa 50 mila tesserati, con 450 società affiliate alla Federazione Italiana Baseball Softball (FIBS).

La Federazione disciplina il gioco in 5 categorie, e la prima di queste, la Italian Baseball League (in sostanza la nazionale italiana di baseball), è insieme a quella dell’Olanda la più forte e importante tra quelle presenti in Europa.

Ma dove è nato il baseball italiano?

I primi match documentati riportano la data del 1887. Furono giocati a Livorno da un gruppo di marinai americani, e un paio di anni dopo le città di Napoli, Roma e Firenze furono teatro di manifestazioni itineranti per la diffusione di questo sport a livello europeo organizzate da un appassionato imprenditore statunitense.

Il vero motore del baseball italiano fu Mario ottino, soprannominato Max Ott, ovvero un italiano emigrato negli Stati Uniti e tornato in patria negli anni ’20. Grazie a lui furono organizzate diverse partite, anche se ancora era presto per il vero e proprio boom di questo sport a livello nazionale.

Con il fascismo infatti il gioco del baseball fu sospeso, probabilmente perché considerato filo-americano e poco patriottico.

Dopo alterne vicende, nel 1948 infine nacque a Milano la Lega Italiana Baseball, sempre grazie all’entusiasmo di Max Ott.

Arrivando ai tempi nostri, la popolarità del baseball è cresciuta tantissimo, tanto che nel 2009 l’Italia ha organizzato il Mondiale di baseball. Successivamente, nel 2010, la Federazione ha completamente riorganizzato questo sport sul modello americano, con i concetti di franchigia e professionismo, e il parallelo campionato nazionale con la serie A, serie B e serie C.

Dopo una travagliata epopea, in baseball ha quindi raggiunto oggi in Italia un livello non certo paragonabile a quello americano, ma resta ugualmente uno sport molto seguito e praticato, oltre che scommesso. Non a caso il numero di accademie, scuole e società di baseball sta rapidamente aumentando sul territorio dello Stivale, e allo stesso tempo è possibile puntare sulle partite di campionato in molti siti di scommesse sportive.

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